Trapunte in microfibra: quale scegliere, tutto quello che c’è da sapere

Fibra naturale o microfibra? Questo è il dilemma. Se sei alle prese con l’acquisto della tua nuova trapunta, il primo nodo da sciogliere è la scelta dell’imbottitura. Perché optare per l’una piuttosto dell’altra? Mentre sulle fibre naturali sono più conosciute, la microfibra è una “creatura” più giovane. Ecco perché per una scelta consapevole è bene conoscere che cosa sia la microfibra, quali sono le sue caratteristiche, come si comporta nel tempo.

Questa guida vuole darti tutte le informazioni su questo materiale e aiutarti, così, a orientare la tua decisione. Tratteremo dunque di:

  • Che cos’è la microfibra
  • quando nasce
  • le sue caratteristiche
  • i tipi
  • i vantaggi

Che cos’è la microfibra

La microfibra è realizzata principalmente attraverso dei processi di scomposizione di fibre naturali o sintetiche come poliestere, poliammide e polipropilene che vengono opportunamente trattate e danno un tessuto di spessore 100 volte più sottile del capello umano. Si tratta quindi di un tessuto artificiale che può essere anche realizzato attraverso diverse combinazioni, per esempio il poliestere e il nylon o fibre naturali.

Quando nasce

La microfibra è un tessuto nato alla fine degli anni ’70. Secondo la teoria più accreditata furono i giapponesi ad avere l’intuizione di unire insieme fibre molto sottili per creare un tessuto leggero da utilizzare per i costumi da bagno. Non si sa invece chi lo commercializzò per primo. Secondo alcuni fu l’Inghilterra nel 1986, secondo altri la Svezia intorno agli anni ’90. Sta di fatto che la microfibra oggi ha conquistato il mercato e si è imposta per una molteplicità di usi: dall’abbigliamento all’arredamento passando per la biancheria.

Le caratteristiche

La principale caratteristica che distingue la microfibra da altri tipi di tessuto, inclusi quelli sintetici, è la morbidezza. Questa la rende particolarmente piacevole al tatto. La microfibra, che è due volte più sottile della seta e tre del cotone, ha una eccellente capacità di assorbire umidità ed acqua, che difficilmente penetra nella sua trama. Questa caratteristica la rende anche un tessuto altamente traspirante, non a caso viene utilizzata per l’abbigliamento degli sportivi.

E’ anche un materiale antibatterico e antiallergenico. Il poliestere, contenuto al suo interno, infatti ha una carica elettrostatica positiva che tiene lontani i batteri. Proprio per la fitta trama e i pori molto stretti, anche la polvere non penetra. Questo fa sì che tale tessuto sia molto indicato anche per quei capi, inclusi la biancheria da letto, che vengono a contatto con la pelle.

La microfibra inoltre è altamente resistente: mantiene i colori nel tempo e non si deforma.

I tipi

Non tutti i tessuti in microfibra sono uguali visto che si tratta di un materiale che nasce da una composizione, o meglio dalla filatura sottilissima di fibre diverse. Per esempio possono essere composti da polimeri come poliestere e poliammide ma anche cotone, fili sintetici, artificiali, nylon o viscosa. Si parla di fibre ibride nel caso in cui il tessuto in microfibra sia composto da due diversi tipi di fibra. Il consiglio è quello di leggere sempre l’etichetta. Nel caso della microfibra questa non porterà mai la dicitura “100% microfibra” ma sarà sempre accompagnato dall’indicazione del polimero o delle fibre che compaiono nella sua composizione.

Soffermandosi sulla microfibra tessuta, utilizzata quindi nel campo della biancheria e dell’abbigliamento, se ne possono individuare tre tipi:

Modale:  è costituto da una fibra che si ricava dalla polpa di bambù o dal legno di faggio. E’ morbido al tatto e mantiene nel tempo la sua lucentezza

Tactel: è prodotto negli Stati Uniti dalla casa DuPont. Dall’aspetto raffinato, si caratterizza una eccellente vestibilità e morbidezza.

Meryl: è forse il più costoso. E’ realizzato attraverso ioni speciali con argento che lo rendono un tessuto di alta qualità. Ha un’alta resistenza all’usura, un’ottima elasticità e garantisce un’ottima traspirazione.

I vantaggi

Una trapunta in microfibra è sicuramente molto morbida. Essendo realizzata in un tessuto artificiale, anche a parità di peso, è più calda di altri materiali. La sua trama fitta, infatti, non lascia passare tanta aria. Grazie alle sue proprietà antibatteriche e anallergiche è particolarmente indicata in soggetti che hanno problemi di allergie soprattutto agli acari della polvere. Anche in questo caso è la trama fitta a formare una barriera contro gli agenti batterici. La capacità di non sgualcirsi e di essere facilmente lavabile, rendono la trapunta in microfibra un capo estremamente pratico.

Come si lava

Può essere lavata in lavatrice e in ogni caso va scelto il programma giusto. Ci sono alcune lavatrici più moderne, specie quelle più capienti, che hanno programmi di lavaggio ad hoc per le trapunte. Nel caso di quelle in microfibra è sufficiente adottare alcuni accorgimenti:

  • Non usare le alte temperature, ma orientarsi sui 30° – 40°
  • Vanno poi scelti dei programmi per capi delicati
  • La centrifuga va impostata massimo a 800 giri

Terminato il ciclo di lavaggio, è sempre preferibile usare un’asciugatura naturale all’aria aperta che evita anche la formazione di cattivi odori.

Una volta scelto il tipo di imbottitura, non resta che l’imbarazzo della selezione della fodera. In commercio ci sono colori e fantasie per tutti i gusti e che si adattano ad ogni tipo di ambiente e arredamento. Ci sono anche trapunte in microfibra double face che consentono, con un unico capo, di avere sostanzialmente due cambi del letto a seconda del colore del lato della trapunta che si vuole mettere in bella vista.

Da non dimenticare

Prima di acquistare la trapunta bisogna ricordare non tutte le trapunte hanno la stessa pesantezza e generano lo stesso grado di calore. Per questo è bene sapere quale è la giusta pesantezza a seconda della stagione in cui si deve usare questo capo. Se cerchiamo, pertanto, una trapunta in microfibra per l’inverno, dovremo controllare che abbia una grammatura di 300 grammi per metro quadrato per assicurarci il giusto tempre nella stagione più fredda. Ci sono anche alcuni tipi, sempre in microfibra, di 250 grammi che sono comunque molto caldi e sono indicati per le persone che non sono particolarmente freddolose. Per la mezza stagione o se si cerca un tepore medio vanno bene i 200 grammi, mentre per l’estiva dovremo orientarci su una trapunta da 100 grammi.

Mi chiamo Monica Di Lecce e sono una giornalista free lance. Sono laureata in giurisprudenza ma la mia passione è sempre stata la scrittura. Mi piace leggere e tenermi informata su tutto. Sono appassionata di fotografia e montaggi video. Adoro tutto ciò che è legato alla cura della casa e alla biancheria.

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