Trapunte di cotone: quale scegliere, tutto quello che c’è da sapere

Le trapunte di cotone sono uno dei capi che non possono mancare nella biancheria da letto. Fondamentali nella stagione mite, sono calde e confortevoli anche d’inverno. Ma che cosa rende il cotone un tessuto tanto versatile?

Il cotone è una fibra naturale che ha una storia antichissima. Arrivò in Sicilia poco prima dell’anno Mille grazie ai saraceni ma si diffuse nel resto d’Europa molto più tardi. La sua importanza crebbe con la scoperta dell’America dove furono rinvenute delle piante di una specie diversa da quelle di origine asiatiche conosciute fino a quel momento. Questo fece sì che la sua coltivazione avesse notevole impulso, specie nell’America Meridionale.

Le caratteristiche del cotone

Il suo tessuto si ottiene dalla lavorazione dei filati che si ricavano dalla peluria che avvolge i semi della pianta chiamata Gossypium. Tale peluria è costituita da cellulosa pura da cui si ricava la fibra. Questa è molto lunga, morbida e lucida. Il tessuto che vi si ottiene è leggero, morbido, è ipoallergenico, ha un’alta capacità di assorbimento e a contatto con la pelle lascia una sensazione di fresco. Nell’antichità fu considerato per lungo tempo un tessuto di lusso al pari della seta, oggi, al contrario, è uno dei più usati al pari della lana.

Tipi di cotone

Il cotone è impiegato da così tanto tempo che nel corso dei secoli ne sono stati sperimentati e realizzati diversi tipi. Ecco quelli più noti:

  • cotone a nido d’ape: è creato dall’intreccio di fili orizzontali e verticali che creano una sorta di alveare. Questa tipologia garantisce una buona assorbenza ed è indicato per quei capi che non creano grande ingombro;
  • cotone jaguard: utilizzando la tinta unita, il suo tessuto consente di comporre diverse fantasie. Ha la caratteristica che il “disegno” non si rovina e non si scolorisce mai. E’ particolarmente apprezzato per la biancheria da letto;
  • percalle: al tatto sembra simile al raso. Realizzato in fili molto sottili di cotone pettinato, è caratterizzato da finezza e compattezza. Molto liscio e morbido, è considerato tra i più pregiati ed è utilizzato nella biancheria da letto.

Le caratteristiche della trapunta

Questo capo deve il suo nome all’incrocio delle cuciture che corrono da un’estremità all’altra e fissano l’imbottitura. Alcuni modelli di trapunte più moderne, pur mantenendole in bella vista queste impunture, non hanno questo “perso l’incrocio” ma le cuciture formano altri tipi di disegno, per esempio a onde. Questa però non è la caratteristica principale del prodotto che si distingue dalla altra biancheria da letto per il calore e il confort che riesce a garantire al nostro riposo. E’ composta di tre strati: due fodere, una esterna e l’altra interna, e l’imbottitura.  Quest’ultima rappresenta il cuore di questo capo proprio come il piumino, rispetto al quale si differenzia per le dimensioni che sono più grandi e uguali a quelle della coperta, per l’uso in accoppiata con le lenzuola e per la presenza della fodera che evita il copripiumino. La trapunta, in sostanza, dona al letto il tepore di un piumino ma con la “vestibilità” di una coperta.

Cotone nella fodera, cotone nell’imbottitura

Il cotone è un tessuto che si presta ad essere usato sia per la parte esterna della trapunta che per l’imbottitura. Vediamo allora come si comporta nell’una e nell’altra parte. Se scegliamo una trapunta dalla fodera in cotone, possiamo trovare sul mercato due opzioni: una fodera di cotone al 100 per cento o una composizione di cotone e poliestere. La prima sarà più adatta a chi tende a sudare di notte. La capacità traspirante di questo tessuto fa sì che il corpo rimanda sempre fresco. La seconda, trattandosi di una composizione di tessuti, gode delle caratteristiche dell’uno e dell’altro, pertanto ha una notevole durata e mantiene nel tempo forma e colore.

Per quanto riguarda l’imbottitura, il cotone è uno dei materiali più usati nelle trapunte in tessuto naturale di origine vegetale. Le sue fibre, come abbiamo visto, sono morbide e biodegradabili. Grazie alla sua traspirabilità, lascia passare più aria e quindi limita la sudorazione. E’ un anallergico per questo è particolarmente adatto per chi ha questo tipo di problematiche e per i bambini molto piccoli. In generale è scelto soprattutto da chi ama la praticità in quanto, a differenza di altri tessuti, non richiede particolari “cure” nella manutenzione e può essere lavato in lavatrice.

Calda o meno calda: ecco come si distingue

La trapunta di cotone, al pari di altri materiali, è più o meno calda a seconda della grammatura, ossia del peso in grammi per metro quadrato. Dai 300 grammi in su il prodotto è considerato caldo, dai 300 in giù leggero, fino ad arrivare ai 100 grammi in cui è leggerissimo. Si tratta in questo caso di trapunte estive. Tra loro la quelle di cotone sono le più apprezzate in quanto sono fresche e “rivestono” il letto anche nella stagione calda.

Il lavaggio

A differenza di altri tipi di trapunta, quella in cotone può essere lavata anche a temperature più alte. Tuttavia bisogna ricordare che questo tessuto generalmente si restringe di circa il 4-5% e per questo è importante impostare una centrifuga a bassi giri per evitare che il capo si rovini. Nello stesso tempo bisogna preservarne i colori e per farlo è bene mantenersi su temperature non eccessive, E’ buona norma in ogni caso controllare sempre la targhetta dove sono contenute tutte le informazioni sulle modalità di lavaggio.

Sempre per preservare la brillantezza dei colori e anche la morbidezza della trapunta, bisogna farla asciugare all’aria aperta e all’ombra

Consigli utili

Il cotone durante il lavaggio si stropiccia pertanto, per essere riutilizzato, deve essere stirato. Anche in questo caso va letta l’etichetta per capire se e come possiamo effettuare questa operazione. Ci sono però un paio di accorgimenti che ci consentono di rendere la stiratura meno complicata: il primo è quello di evitare di lasciare il capo a lungo in lavatrice, una volta terminato il lavaggio, proprio per impedire la formazione di pieghe difficili da togliere successivamente. Il secondo è quello di stendere la trapunta in maniera ordinata così da ridurre al minimo le “grinze”.

Mi chiamo Monica Di Lecce e sono una giornalista free lance. Sono laureata in giurisprudenza ma la mia passione è sempre stata la scrittura. Mi piace leggere e tenermi informata su tutto. Sono appassionata di fotografia e montaggi video. Adoro tutto ciò che è legato alla cura della casa e alla biancheria.

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